sabato 8 ottobre 2011

Senza titolo


Aspettando il giorno in cui
le aiuole calpesteranno i passanti
e gli alberi potranno parcheggiare
sulle auto negli spazi
appositamente delimitati –
le strade saranno lastricate
di conchiglie e vetri smussati
come dopo una mareggiata
di malinconie assortite
e il cielo sembrerà fatto
di vero cielo azzurro
come quello di una volta –
marceranno miliardari in sciopero
contro l’abolizione del bisogno
e andremo in giro nudi
a interrompere i funerali,
ma senza dare scandalo –
perché niente sarà irreparabile,
neppure un cuore spezzato,
e i fiori nei cimiteri
cresceranno al contrario,
per rallegrare i morti e non i vivi –
e ci sarà da bere per tutti,
affinché nessuno si senta solo
e triste, quando sarà il momento
di inventare un’altra vita
per ricominciare ancora da capo,
pronti a tradirci di nuovo.

A P., in memoria

2 commenti:

Anonimo ha detto...

scusa ho bisogno di sapere se è per P.P. (la poesia è molto bella, bravo)
Alessandra

Giuseppe Mereu ha detto...

Grazie per i complimenti (alla tua domanda ho già risposto in privato)!