Gatti che attraversano la strada

Gatti che attraversano la strada
E' uscito "Gatti che attraversano la strada", il mio primo libro di poesie

sabato 10 novembre 2012

Senza titolo

I pazzi dicono sempre la verità
perché sanno di non essere ascoltati –
non hanno bisogno di sussurrare
ma possono gridare liberi
agli angoli delle strade
senza che nessuno se ne accorga –
e non hanno paura di inciampare
nelle parole slacciate,
nelle stringhe annodate
o nei calzoni penzoloni,
perché volano molto più in alto
dei marciapiedi su cui strascichiamo
i nostri passi falsi.

venerdì 9 novembre 2012

Senza titolo

Gatti bagnati di pioggia
miagolavano tristi
per amore o per noia –
leggevo lettere mai spedite
soffrendo pene inutili
a carico del destinatario –
“a nessuno importa
delle pene altrui”,
disse il solito barista
accompagnandomi alla porta
senza darmi neanche il tempo
di afferrare per sbaglio
l’impermeabile di qualcun altro –
per strada, la guerriglia mistica
demoliva monumenti
all’insaziabile ignoranza
di giovani di buona famiglia,
perennemente annoiati
dalla mancanza di incertezze
per il prossimo aperitivo –
accadde la notte in cui
esplosero le fogne
e l’impero dei ratti
fu scaraventato sulla terra.

domenica 4 novembre 2012

Senza titolo

Estate in novembre
primavera in gennaio
ad agosto l'inferno.

domenica 21 ottobre 2012

Senza titolo

La sola cosa che voglio adesso
è una bistecca al sangue
e una bottiglia di vino rosso,
prima che la pacifica armata
di astemi e vegetariani
venga a trucidarmi con coltelli
brutalmente seghettati
e ad asportarmi il cuore
con micidiali cavatappi –
per punire i crimini commessi
contro il popolo bovino
e contro l’ipocrita sobrietà
di chi non ha mai perso il controllo
e si aspetta ancora oggi
che la sua vita abbia un senso.

giovedì 13 settembre 2012

Senza titolo

Se le mie opinioni
ti deludono
puoi sempre
chiedere indietro
il prezzo del biglietto
che non hai pagato
per ascoltarmi!

sabato 11 agosto 2012

Senza titolo

Scrivo le mie poesie al buio
perché la lampadina della stanza
ha deciso di suicidarsi
e la luna è in sciopero
contro gli sbalzi d’umore
nella corrente alternata –
così, i versi possono
scivolare non visti
da sotto il pavimento
e dalle crepe nei muri
dove riposano durante il giorno,
per tornare a nascondersi
al sorgere del sole.

Senza titolo

Ragazze sui tacchi alti
vagano barcollando come
giganteschi rettili carnivori
che danzano sulle punte –
sei andata via
passandomi accanto
senza salutarmi,
lasciandomi mortalmente offeso
per non aver potuto ignorare
il tuo vestito nuovo
e la faccia di circostanza
indossata per l’occasione –
i tuoi amici dell’alta società
hanno messo una taglia sulla mia testa
perché non passo facilmente inosservato
con la mia barba dove trovano riparo
i gatti neri spaventati dalla notte
e tutti i diavoli dell’inferno –
l’altra sera, è arrivata la polizia
mentre leggevo le mie poesie
davanti a me stesso –
ma non aveva armi
che potessero funzionare
contro un poeta
senza incepparsi
irreparabilmente,
così mi ha lasciato andare
a finire di immaginare
come sarebbe se tu e io
ci innamorassimo un giorno
di qualcuno o forse dell’altro,
che strano sarebbe dirselo dopo
aver sbaragliato paure borghesi
sul campo di battaglia attrezzato
per la lotta di classe –
e se c’è una casa sulla luna
mi chiedo come faranno
a consegnarci la posta.

mercoledì 18 luglio 2012

Senza titolo

Ti svelerò un segreto:
io non ho segreti,
gli scheletri nel mio armadio
godono di ottima salute
e dormo benissimo,
tranne quando mi sveglio urlando
per non essere riuscito
a salvarmi la vita.

venerdì 15 giugno 2012

Senza titolo

Ricordi quando, molte vite fa,
ti dissi che il mondo fa schifo?
non ci pensare ora –
siediti, c’è una storia
che non devi ascoltare –
guardami soltanto negli occhi
e teletrasportami in quel posto
che solo tu conosci,
dove la morte diventa fiori
e tu e io vuol dire
proprio tu e io –
dove non finirò in prigione
per aver manifestato
sentimenti sovversivi
contro l’ordine costituito
dalle autorità sentimentali –
ancora non mi conosci, ragazza,
e forse non mi incontrerai mai,
nonostante ti stia accanto
da milioni di anni,
quando la Terra era giovane
e andavamo a sentire
i dinosauri che cantavano
l’amore nelle notti di luna –
o a navigare
sulla superficie del sole,
il vento fresco fra i capelli
della galassia appena sbocciata –
magari, nella prossima vita,
riuscirò a bere abbastanza
da trovare il coraggio
per dirti che ti amo.

Senza titolo

In una gelida notte
di pioggia e di vento,
in una stradina
stretta e buia,
tormentato dalla tempesta
e da pensieri fradici,
incontrai il diavolo
che mi proposte un patto:
voleva la mia anima,
offriva in cambio un ombrello –
“che me ne faccio dell’anima
in una gelida notte
di pioggia e di vento?”, pensai
e già avevo in mano la penna –
in cambio dell’anima
ebbi un ombrello bucato –
e alla fine della storia
è questa l’unica morale:
se fai affari col diavolo,
almeno non farti fregare.