Gatti che attraversano la strada

Gatti che attraversano la strada
E' uscito "Gatti che attraversano la strada", il mio primo libro di poesie

lunedì 24 novembre 2008

Novembre

Sospeso sopra un abisso di autoindulgenza
mi sporgo ansioso, combattuto se lasciarmi andare
o balzarne fuori all'ultimo istante
con grazia misurata da acrobata,
voltarmi e aspettare gli applausi -
indugio tra poesie non finite
provando a tradurre a me stesso i miei pensieri,
mentre cerco di ignorare il futuro
che torna ciclicamente a minacciare,
sempre uguale, sempre desolatamente vuoto
come occhi che non hanno mai visto -
dopo l'autunno ci sarà un altro autunno
e dopo l'inverno un altro inverno:
si scrive sempre la stessa poesia,
cambiano le parole e i silenzi
ma le cose non dette restano le stesse -
ed è sempre la stessa mancanza di senso
che ci spinge attraverso le stagioni,
la stessa muta, testarda ricerca
lungo i sentieri di sempre, l'orbita
della perpetua rivoluzione
che non genera nulla se non se stessa,
giro dopo giro sempre la stessa
ed è difficile persino perdersi -
ho già vissuto questo momento
e tutti quelli che lo hanno preceduto
e tutti quelli che lo seguiranno,
come una macina che stritola speranza
per produrre dolore e rassegnazione -
ma ancora a testa bassa calpesto
con rabbia le impronte passate,
la vita appesa al collo come zavorra
da trascinare fino alla fine dei giorni,
sotto un cielo senza sole e senza pioggia,
senza preghiere e senza risposte -
come si può pensare che basti
uno scatto di muscoli e nervi
per staccarsi da tutto questo,
volteggiare senza peso nell'aria
e guidarsi verso un atterraggio perfetto
scansando il rischio della caduta? -
la leggerezza non è uno stato mentale
ma un obiettivo di perfezione
che il corpo ostinato rifiuta
affondando pigramente nelle secche dell'anima -
oggi sono stanco e pesante.

sabato 15 novembre 2008

Laser Laser Laser

Luce
accecante
sonda
empatie
ramificate

libera
attimi
sgorganti
energie
represse

lontana
affilata
seziona
esiti
ridicoli.

giovedì 23 ottobre 2008

Black Out

Laggiù, dove la notte è più buia,
soffici nubi di morte
oscurano le stelle -
spente le luci, osserviamo il cielo
con rinnovato terrore,
senza trovarvi alcun senso

domani, quando spalancheranno
le dighe che ci spazzeranno via,
le nostre vite non lasceranno tracce -
ciò che abbiamo costruito
non basterà a trattenerci
sulla riva della storia

una forza più possente,
la vita inarrestabile
ci trascinerà via -
quando tornerà la luce,
le acque restituiranno
dolcemente i nostri corpi

le lacrime dei vivi
asciugheranno la terra.

venerdì 26 settembre 2008

RRRumore

Raglio rancido raschia
recitando requiem reietti,
riesplodono risate ricordate,
rocce rombanti rotolano:
rumore, rumore, rumore.

lunedì 8 settembre 2008

Lievito Madre

Mistero consacrato alla morte dei millenni,
riposa respirando sommesso, come interte,
protetto nel bozzolo inestricabile del tempo -
per nutrirmi al risveglio con la sapienza dimenticata,
il seme della vita gettato dagli avi.

domenica 24 agosto 2008

Una Birra Ghiacciata

Sul limitare della spiaggia in cui un giorno naufragai -
rigettato dalla risacca con migliaia di altri -
nessuno sapendo il come o il perché -
senza vestiti, senza storia, solo vaga consapevolezza
....................................................
in un tempo maturo e grave di impegni e pretese -
il freddo sollievo del vetro gocciolante nella mano -
il corpo trascina leggero i piedi pesanti -
la mente snebbia in un vuoto terso -
il mondo precipita poco distante -
le stelle sovrintendono al rituale.

sabato 16 agosto 2008

Senza titolo

Non parlammo molto,
ma l'odore della sua pelle
disse quanto bastava.

venerdì 25 luglio 2008

Un Assassino

Denti bianchi come la neve,
un brivido nel mio naso -
la neve cancella i cattivi pensieri
e fa rifiorire la vita -
occhi lucidi, pupille ampie
per vedere ogni cosa
pulita e brillante
come la neve -
sono un esteta,
una creatura sociale
che si nutre di apparenza -
e non ho morale
che possa ostacolare
la mia ricerca di perfezione,
nella purezza della neve.

venerdì 20 giugno 2008

Primavera (ripresa)

Nel deserto della pausa-pranzo
fioriscono centri commerciali
dai colori impensabili,
oasi per cuori spezzati
da traversate senza ristoro
in feroci terre solitarie -
dagli scaffali ammaliano
sirene in offerta speciale,
seduzione di profumi esotici
mescolati alla rinfusa
nell'enorme meraviglia -
il mondo da comprare
è a portata di mano
con orario continuato
e ampio parcheggio -
carte di credito scintillanti
scivolano avanti e indietro,
snelle e aggraziate
come indossatrici di moda
nel defilée pomeridiano.

Senza titolo

Cinquantasette minuti dopo
l'ultimo elettroshock della giornata,
un lampo attutito negli occhi
come un tuono di tanti anni fa,
alla finestra pensieri di evasione
e nessun posto dove andare.