Gatti che attraversano la strada

Gatti che attraversano la strada
E' uscito "Gatti che attraversano la strada", il mio primo libro di poesie

venerdì 12 aprile 2013

Altri tempi

Con quel nome e con quella faccia
era chiaro fin dall’inizio
che sarebbe finita male,
quando si svegliò una mattina
e decise di dichiarare guerra
alla spietata logica di chi
mette sempre il principio
prima della fine e non sa
raccontare una storia
che non sia esistita –
costruì una macchina
per continuare a sognare
dopo il risveglio,
nei giorni feriali
tragici e abbandonati
ai loro tristi destini,
e un’auto con le ruote quadrate
per non andare da nessuna parte –
ma finì arrestato
per non aver pagato il pizzo
alla malavita disorganizzata
che governa il mercato nero
dei venditori di rose
ai tavolini in centro –
e il suo nome era Santo Fransisco,
sindaco degli ubriaconi
cuorinfranti spensierati,
presidente onorario
degli attaccabrighe di quartiere.

domenica 24 marzo 2013

Senza titolo

Il circo è in città
e io non ho ancora
deciso cosa indossare
per il mio funerale
o per il prossimo sabato sera
all’ombra di speranze morte –
il circo è in città da sempre,
la mattina presto,
quando le persone
smettono di esistere
e la giornata comincia.

sabato 23 marzo 2013

Il Tribunale Degli Amanti

E' un "duetto poetico". Il mio amico Luca Speranza ha scritto una bella poesia così intitolata. Ho voluto provare a riscriverla alla mia maniera.


Sedette l’Amore
sul banco degli imputati
Unici testimoni;
un uomo e una donna
L’accusa;
maltrattamento continuato di due cuori
L’aggravante;
abuso emozionale
Complice dell’accusato;
il mare
Il verdetto;
allontanamento immediato
delle loro anime.

LS


Capo di imputazione:
fornicazione aggravata
da imperdonabile coinvolgimento
di natura sentimentale –
sentiti tutti i testimoni,
valutate le varie implicazioni,
ascoltate le tesi
di accusa e difesa,
la corte emette il suo verdetto -
l’imputato è colpevole,
la condanna inappellabile:
solitudine e incomprensione
finché morte non vi separi.

GM

sabato 9 marzo 2013

Dandy

Ecco che arriva l’Uomo –
pugno di ferro
in guanto di velluto –
veste sempre elegante,
senza per questo essere
schiavo della moda –
gestisce un giro
di prostituzione
tra i più avviati –
le sue donne,
tutte bellissime,
vengono da ogni
parte del mondo –
ognuna di esse
gli ha spezzato il cuore
almeno una volta.

venerdì 8 marzo 2013

Senza titolo

Idillio domenicale
piccolo-borghese
in tuta ginnica
e calzini bianchi –
lavare l’auto,
curare il giardino,
portare a spasso il cane
e non accorgersi
che il tempo è scaduto,
la morte suona alla porta
con gli stivali infangati.

venerdì 22 febbraio 2013

Senza titolo

Ecco, sei libero -
sei già libero -
in verità ti dico:
lo sei sempre stato -
e non hai bisogno
di andare a votare
qualcuno cui regalare
la tua libertà
in cambio dell'illusione
di essere tu il padrone
di te stesso.

lunedì 18 febbraio 2013

Economia di guerra

Danni collaterali,
vittime incolpevoli
di calcoli inesatti –
di variabili impazzite
in un sistema infallibile
che assicura l'eternità
per gli eroi da indimenticare –
esempi di dedizione,
di sopportazione –
di sacrificazione,
scarnificazione,
sotto i colpi di frusta
che piovono dal cielo,
dalla mano sconosciuta
che agisce in nome e per conto

bombe a fissione,
a frammentazione,
a deflazione –
bombe a grappoli
di licenziati
che non vedranno la liberazione
dalla dittatura della produzione

dove si abbatte un indice
è morte e devastazione;
fame, sete e carestia,
cadaveri da seppellire –
vergogne da cancellare,
da nascondere come ciminiere
chiuso il ciclo industriale

come il respiro dei bombardieri
che posano placidi il carico
sulla terra scarificata –
isterilita, contaminata,
terra che non potrà più generare;
terra stuprata che nessuno
avrà la rabbia di vendicare

quando la sirena urla
l’orario di ingresso,
è già troppo tardi
per salvarsi la vita
nei rifugi o nelle fabbriche,
al ritmo della morte martellante
che non prevede vie di fuga
o salvacondotti per chi
si attarda, rimane indietro,
perde contatto con il tempo
che rotola impazzito

nessuna pietà per i deboli,
per le vedove e gli orfani –
e allo stesso modo,
nessun riposo per chi è stanco,
nessuna gioia per chi è afflitto,
nessun futuro per chi è disperato

il mercato nero offre
generi di sussistenza,
manodopera a basso costo
e non uno scrupolo
per chi vuole investire
per rilanciare il paese,
per risollevare le sorti
dell’economia reale

a stento, si sopravvive;
in qualche maniera sotterranea
si lavora, si resiste –
è il millenovecentoquarantatré
da settant’anni a questa parte.

venerdì 1 febbraio 2013

Pomeriggio in centro

Un nostalgico neonazista
vuole vendermi una maglietta
usata originale
da Hitler Adolfo in persona,
con stampati falce e martello
e un crocifisso capovolto,
ideale per congressi di partito
e cerimonie religiose
non troppo impegnative –
io vorrei essere altrove
o non vorrei essere in nessun posto –
anzi, non vorrei proprio essere:
vorrei soltanto dormire
e svegliarmi tra quarant’anni,
senza questo mal di testa
e con le idee chiare
su come fare fortuna
frodando il fisco
e farla franca –
ma la cosa più assurda
è una ragazza
dai capelli castani
e gli occhi marroni
che passa per strada
vestita in modo normale,
con in tasca un biglietto
del treno per tornare
ad una casa in cui
non ha mai abitato.

sabato 19 gennaio 2013

Avventura senza alcol

La notte in cui nel quartiere
terminarono gli alcolici
fu ricordata come tranquilla –
nessuna rivolta scoppiò nelle strade
e la sobrietà non turbò
il sonno dei palazzi –
nessuna legge venne violata –
qualcuno andò a letto presto,
altri partirono alla ricerca
verso terre inesplorate
e non tornarono mai più –
alcuni morirono di noia
e in loro onore fu eretto
un monumento ai caduti
di tutte le guerre contro il silenzio.

venerdì 18 gennaio 2013

Senza titolo

… e i fantasmi del passato
che tornano a farsi vivi
per augurare buon Natale
il ventisette dicembre,
quando il vento ha già
sradicato gli alberi
con le sfere colorate
che spaventano i cani a motore
e il fumo dei camini –
e non c’è nulla che tu possa fare
se non correre a raccontarlo in giro,
prima che il karma ti fotta
e siano i fantasmi
a seppellire vivo te.