Il mio corpo non mi parla da mesi
perché ha letto in una mia poesia
che dopo la domenica viene il lunedì
e che bisogna svegliarsi la mattina presto
per dormire fino alla sera tardi,
quando i problemi corrono
a nascondersi sotto il tappeto
per non essere sorpresi
da un ospite inatteso –
i sogni hanno disertato
sul treno delle diciotto
e quarantacinque battiti
di cuore claudicante,
fuori tempo e fuori tema,
pagati in anticipo
con moneta fuori corso –
non c’è spazio in questa poesia
per un uomo senza sogni,
per un poeta senza soldi
che non può permettersi neanche
un’anima di seconda mano,
un dolore in condivisione,
al limite una pena in prestito –
vorrei che qualcuno mi insegnasse
a non saper tenere il ritmo
di questo tempo ingrato,
mentre alleno i muscoli
per le prossime sconfitte.
Gatti che attraversano la strada
Dove acquistarlo
martedì 9 luglio 2013
venerdì 28 giugno 2013
Un lupo di mare
Il capitano,
sorseggiando
un tè corretto al
curaro
per prevenire
l’insorgere
di patologie dentali
e di fatali nostalgie,
bestemmia sulla tolda
della nave
(ruggine e ricordi
ammucchiati
alla rinfusa in fondo
alla stiva) –
come ci si sente con
tre ore di sonno
e un appuntamento
all’alba
con il plotone
d’esecuzione? –
un pianista di jazz
piange nella notte
per una nota sbagliata
che ha spezzato il suo
groove
e un fidanzamento
di sette anni e mezzo
in sei ottavi, accordi
di quinta diminuita,
ostinato in battere –
ma la nave è alla
fonda
ormai da vent’anni
e il capitano è un
vecchio pazzo
molto più saggio di te
e me,
che soffriamo il mal di
mare
ad ogni più piccola
onda
e barcollando
inseguiamo
un’illusione di
terraferma
su cui sentirci al
sicuro.
giovedì 27 giugno 2013
Accumulazione compulsiva
Il pannello di
segnalazione
non ha più nulla da
dire
sul traffico rimasto
inspiegabilmente
scorrevole
nonostante l’ultimo
incidente non mortale
che ha provocato
ottocento feriti lievi,
ventidue dispersi
e lo smarrimento di
un’anima –
un vigile urbano ha
multato
un cartello di divieto
di sosta
per aver parcheggiato
in divieto di sosta
e un marciapiedi non
autorizzato
che transitava
contromano
terrorizzando i
passanti –
ma c’è sempre
qualcosa che non riesco
a rimettere a posto,
da qualche parte tra la
vita
e il corto circuito
di esistenza volatile
ad accesso casuale –
qualcosa che sfugge
all’ordinaria
catalogazione
dei dizionari –
qualcosa che cerca
una direzione
in cui condurmi
e finisce per perdersi
in una confusione
senza via d’uscita,
l’agglomerato senza
criterio
di personaggi
secondari,
fatti trascurabili
e pensieri
insignificanti
da cui non si può
evadere.
Chiusura Infoshop Sa Bardana
Sabato 29 giugno, l'Infoshop Sa Bardana chiude l'attuale sede di via Santa Gilla 43. Fino ad allora, trovate tutti i libri scontati del 20 per cento, compreso "Gatti che attraversano la strada"
martedì 25 giugno 2013
Zibaldone - Reading poetico
Nell'ambito della mostra dal titolo
Zibaldone di Matteo Ambu mercoledì 26 giugno alle ore 19.00
leggeranno i loro versi Gavino Angius, Alberto Cocco, Giuseppe S.
Mereu, Valentina Neri e Alessandra Fanti. La mostra è allestita al Villanova Cafè Bistrò, in via Sulis 32, a Cagliari.
Pianeti fantastici, città futuriste
dominate dalla tecnologia, è questa l’illusione ottica che si ha
subito mentre si guardano le opere di Matteo Ambu; un martellamento
di immagini invade lo spettatore ed è come se l’affastellarsi di
oggetti, perfettamente intersecati in un puzzle senza fiato, avesse
un effetto visivo simile a un suono assordante. Poi ci si avvicina e
gli spazi ipertecnologici racchiusi in una piramide, in un cubo o nel
display di una vecchia tv svelano un mondo di oggetti comuni, spesso
desueti e scomparsi quasi che l’artista fosse un poeta delle
nostalgie d‘infanzia, di quel mondo magico in cui, come diceva il
poeta Rilke, “si trovano tutte le cose che abbiamo perduto”,
dalla scarpina della bambola parlante alla vecchia cornetta del
telefono; sono mondi che muoiono di solitudine dove la vita è in
quegli reperti dimenticati che hanno il potere di condurci in viaggio
dentro l’ossimoro di una macchina del tempo malinconica e giocosa.
La monocromia fluorescente, verde acido o rosa shocking, rosso
vermiglio o blu elettrico, trae in inganno e rende questo
bombardamento di “cose” la perfetta metafora di un pianeta ormai
troppo globalizzato che, da paese a paese sta perdendo la propria
peculiarità, affannandosi dietro agli sprechi come misura della
propria ricchezza impoverendo l’individuo.
Oggi, dopo diversi anni di “variazioni
sul tema”, l’opera di Ambu si evolve; a volte le superfici, si
stringono; si ergono giraffe spaesate soffocate da una terra non più
a misura d’uomo. In questa nuova fase artistica cresce il senso del
ritmo; la coerenza del colore è data dall’elemento naturale e il
ferro predomina; ma più che ricercare incastri perfetti tra scarti
di ogni genere, lo studio di Matteo Ambu si affina, si accentua di un
maggior lirismo ricercando, proprio come in una poesia, il ritmo,
l’assonanza, l’armonia di forme ridondanti, le similitudini di
strutture ossessive che baloccano moltiplicandosi. Il gioco non è
più solo recuperare l’oggetto ma recuperare il ricordo toccando le
corde emotive della memoria distratta usando l’intuizione.
L’animale è solo, a vivere la straniazione apocalittica che lo
sovrasta, assuefatto dall’assenza di significato; o forse
l’animale, pinguino o giraffa che sia, non è l’altro che l’uomo
nel suo regredire, e che urla tutta la sua solitudine manifestando
quel disagio che, da Munk a Hopper, da Bacon a Fontana, squarcia il
silenzio delittuoso in cui è racchiuso il mistero dell’opera
stessa.
Matteo Ambu vive e lavora a Cagliari;
dopo aver compiuto studi artistici inizia ad esporre, giovanissimo,
facendosi notare da subito come uno degli artisti più interessanti
scoperti da Ercole Bartoli. Ha realizzato una mostra personale al
Teatro Civico di Castello e ha partecipato a diverse collettive.
mercoledì 5 giugno 2013
Senza titolo
Stiamo insieme per sempre
per raccontarci ancora
ogni giorno la storia
della nostra vita insieme
e non essere mai ripetitivi.
per raccontarci ancora
ogni giorno la storia
della nostra vita insieme
e non essere mai ripetitivi.
sabato 1 giugno 2013
Senza titolo
Questa poesia è dedicata
alle mattine passate
a giocare a biliardo
ai tempi delle scuole
superiori,
quando si studiavano
traiettorie temerarie
per eludere la
sorveglianza
dei postulati euclidei
e sfuggire al futuro
spietato
che non ci avrebbe
catturati vivi –
imparammo molto di più
allora
sulla geometria e tutto
il resto
che nelle ore all’ultimo
banco
trascorse a fingere di
capire
gli insegnanti
sottopagati
che spiegavano una
lezione
che non doveva essere
capita.
venerdì 31 maggio 2013
Senza titolo
Ho pulito la mia stanza
affinché non ci dorma
nessuno
che non sia abbastanza
sporco
da riuscire a prendere
sonno
e riposare indisturbato
nonostante le leggi
pretendano
di essere rispettate –
così, le lenzuola
potranno
prendere liberamente
fuoco
senza che qualcuno se ne
accorga
e consumare la notte
finché non ne sarà
rimasto più nulla.
giovedì 30 maggio 2013
59° Slam! Cagliari
A casa scrivevi i tuoi racconti e sacrificavi i tuoi diciannov'anni curva su di un MacBook Pro.
"Andrò a New York a lavorare da American Apparel. Io ti assicuro che lo faccio,
o se non altro vado al parco e leggo David Foster Wallace."
Spietato e inesorabile è lo sguardo maschile, persino o soprattutto in un ....... del centro.
Tu fumavi ed ostentavi una malinconia che male si intonava coi tuoi leggings fluorescenti.
Le Lomo. Le Polaroid. L'immagine di sé che mette ansia. Le finte ansie. "Giuro, non c'è posto nel mio cuore per un post in più su Facebook con Daniel Johnston alle quattro del mattino."
............, tu mi odi e io lo so di non farci bella figura. Sono il primo a riconoscere che se solamente fossi stata più attraente dentro i tuoi vestiti a righe, non avrei fatto finta di niente. (CIT.)
a parte tutto..
Slam! Cagliari torna Giovedì sempre nello stesso posto e più o meno sempre alla stessa ora.
Le regole le conoscete ma è sempre meglio ricordarle.
Massimo 6/7 minuti a testa.
Poesie o racconti originali.
Non si tratta di vetrina o luogo dove farsi pubblicità.
E' solo una situazione in cui confrontarsi col pubblico dopo aver letto qualcosa di proprio.
"Andrò a New York a lavorare da American Apparel. Io ti assicuro che lo faccio,
o se non altro vado al parco e leggo David Foster Wallace."
Spietato e inesorabile è lo sguardo maschile, persino o soprattutto in un ....... del centro.
Tu fumavi ed ostentavi una malinconia che male si intonava coi tuoi leggings fluorescenti.
Le Lomo. Le Polaroid. L'immagine di sé che mette ansia. Le finte ansie. "Giuro, non c'è posto nel mio cuore per un post in più su Facebook con Daniel Johnston alle quattro del mattino."
............, tu mi odi e io lo so di non farci bella figura. Sono il primo a riconoscere che se solamente fossi stata più attraente dentro i tuoi vestiti a righe, non avrei fatto finta di niente. (CIT.)
a parte tutto..
Slam! Cagliari torna Giovedì sempre nello stesso posto e più o meno sempre alla stessa ora.
Le regole le conoscete ma è sempre meglio ricordarle.
Massimo 6/7 minuti a testa.
Poesie o racconti originali.
Non si tratta di vetrina o luogo dove farsi pubblicità.
E' solo una situazione in cui confrontarsi col pubblico dopo aver letto qualcosa di proprio.
Il 59° Slam! Cagliari si terrà questa sera, alle 22:15, al Babel Club, in via Eleonora D'Arborea 29.
venerdì 24 maggio 2013
Senza titolo
Non sono più in collera con te
da quando te ne sei andata:
sei nell'enormità
dei miliardi di persone
che non esistono.
da quando te ne sei andata:
sei nell'enormità
dei miliardi di persone
che non esistono.
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